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Zucchero e carie: perché conta anche la frequenza, non solo la quantità
Quando mangiamo o beviamo qualcosa di zuccherato, i batteri del cavo orale trasformano gli zuccheri in acidi che abbassano temporaneamente il pH della bocca. In questa fase lo smalto dei denti perde minerali (demineralizzazione); nella mezz'ora o poco più successiva, la saliva riporta gradualmente il pH ai valori normali e lo smalto recupera minerali (remineralizzazione). Questo andamento, che sale e scende, è noto in odontoiatria come curva di Stephan.
Il punto centrale è che ogni assunzione di zucchero riavvia il ciclo, indipendentemente dalla quantità. Cinque piccoli spuntini zuccherati distribuiti nella giornata mantengono la bocca in condizioni acide molto più a lungo di un dolce consumato subito dopo un pasto principale, quando la produzione di saliva è già più abbondante.
Per questo motivo, un consiglio pratico ed efficace è preferire il consumo di dolci e bevande zuccherate durante i pasti principali, invece che come spuntino isolato fuori pasto: si riduce il numero di volte al giorno in cui lo smalto è esposto a un ambiente acido, lasciando più tempo alla saliva per remineralizzare.
Questo vale in particolare per i bambini, la cui alimentazione quotidiana comprende spesso più momenti di spuntino: piccole abitudini, come evitare bevande zuccherate a piccoli sorsi distribuiti nel tempo, possono fare una differenza concreta nella prevenzione della carie.